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mercoledì 13 luglio 2011

STUPINIGI RIAPRE I GIARDINI

La palazzina di caccia di Stupinigi è uno degli autentici gioielli del turismo in Piemonte. Riporto, di seguito, un articolu del quotidiano La Stampa di Torino che ne descrive alcune caratteristiche.
Per tutti quelli che vogliono fare turismo in Piemonte la palazzina di caccia di Stupinigi, a due passi da Torino è assolutamente da non perdere, e da settembre riaprirà i suoi tesori.


"Le rotte di caccia amate da Re Vittorio Amedeo II di Savoia e da suo figlio Carlo Emanuele III s’incrociano di nuovo nel salone delle feste della Palazzina di Stupinigi. 
Le sei porte originarie ritrovano i loro naturali affacci, su altrettante direttrici, quante erano quelle che percorrevano gli equipaggi venatori della corte sabauda. È merito di un ammirevole intervento di recupero, progettato e diretto dagli architetti Chiara e Maurizio Momo, con il sostegno economico di un milione e 200mila euro stanziati dalla Fondazione Crt. Sotto l’egida della Soprintendente Luisa Papotti e su impulso della Fondazione Ordine Mauriziano, oggi guidata da Giovanni Zanetti, titolare del complesso, hanno recuperato l’originario impianto paesaggistico della residenza, concepito da Filippo Juvarra e poi consolidato da Benedetto Alfieri. Irradia dalla Palazzina aiuole e viali, con una raggiera che in epoca barocca ambiva a raggiungere l’infinito. Metteva in stretta relazione l’interno della dimora con i suoi giardini geometrici, a loro volta allineati con le rotte di caccia del paesaggio circostante. L’universo agreste e boschivo dei dintorni veniva così collegato con il piacere e la figura del sovrano, per esaltarne il potere assoluto sulla società, ma anche sulla natura. L’asse della «Rotta reale», l’odierno viale Stupinigi, venne concepito per unire in linea retta il Palazzo Reale di Torino al salone delle feste della dimora, per poi attraversarlo e correre lungo il parco retrostante, fino al castello di Vinovo. 
Al tempo di Re Carlo Emanuele III qui sfilava il corteo di caccia. Cavalieri in rossa livrea, mute di cani, portantine delle dame al seguito, partivano dalla corte d’onore. La loro memoria è fissata in una delle più scenografiche tele di Amedeo Cignaroli conservata nella Palazzina. Ancora dal salone si aprono le porte, l’una dirimpetto all’altra, che introducono agli appartamenti reali di levante e ponente. Sono allineati con le rispettive rotte venatorie. Altre quattro porte permettono l’ingresso di altrettanti assi, che idealmente formano una croce di Sant’Andrea, al centro del salone. A tale ordito fanno di nuovo riferimento le aiuole dei giardini. Sono state ridisegnate secondo le geometrie di Benedetto Alfieri. Nel primo Novecento erano state modificate in forme arrotondate. Avevano spezzato l’originario intreccio di linee. Gli architetti Momo le hanno recuperate già dall’esedra d’ingresso. Hanno rintracciato due viali laterali. S’innestano a «V» sulla «Rotta Reale», con vista sulla locale parrocchia e gli ex canili monumentali ideati da Birago di Borgaro. Superata la monumentale cancellata, la corte d’onore ha recuperato aiuole poligonali, che partecipano all’intreccio generale del parco. 
È uno spettacolo di prospettive che a settembre introdurrà alla mostra «Tempo Primo, tesori ritrovati». Riaprirà la Palazzina alle visite. Presenterà i più preziosi mobili della residenza e i medaglioni dei sovrani sabaudi restaurati dalla «Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino». Lo annuncia Cristiana Maccagno, vice commissario della Fondazione Ordine Mauriziano. Fra i pezzi esposti spiccherà il bronzeo cervo, «simbolo» della Palazzina, opera barocca di Francesco Ladatte. Quello che svetta ora sulla cupola della residenza è una copia dell’originale. Rimosso da anni, sarà infine collocato nella nuova sala d’accoglienza dei visitatori. Darà accesso agli appartamenti reali da una particolare scala a forbice, progettata da Maurizio Momo e Aimaro Isola. Fra le sue rampe abbraccia un grande prisma a specchio. È un segno d’architettura contemporanea, che cela un ascensore: un portale tecnologico verso un illustre passato." Maurizio Lupo

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